Cucina vegana e sostenibilità: la parola a Mariapaola

Laureanda in chimica e tecnologie farmaceutiche, appassionata di letteratura e cucina vegana. Mariapaola gestisce un blog di ricette vegan e oggi si racconta a YES: Ysabella.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog

Mi chiamo Mariapaola, sono siciliana per natali e vocazione. Sto per laurearmi in chimica e tecnologie farmaceutiche, amo la scienza ma le mie due più gradi passioni sono la letteratura e la cucina.  Ho scelto di chiamare il mio blog “Il taccuino della nonna vegana” perché la mia cucina è prevalentemente quella della tradizione. Sperimento molto ma sempre con un occhio al territorio e ai prodotti che offre.

Come nasce la tua passione per la cucina vegana?

Ho scoperto l’esistenza dei vegetariani già da piccola, mio papà portava spesso a pranzo amiche e amici a cui preparavamo pasta al pomodoro, patatine fritte e insalata. Non feci mai domande su quella scelta, diedi per scontato che lo facessero per motivi etici. Non ho mai pensato che non mangiassero carne in generale, ma che non si nutrissero di  animali, esseri viventi che morivano per arricchire le loro tavole. Nonostante avessi capito subito la nobiltà di un’alimentazione vegetale, sono diventata vegana dopo i 20 anni. La scelta vegan ha acuito la mia passione per la cucina: se prima era un hobby adesso è una missione.

Molti vedono la cucina vegana come qualcosa di noioso o poco gustoso. Come cambiare questa percezione?

Invitandoli a cena. Ho aperto il mio blog proprio per invitare quanta più gente possibile alla mia tavola virtuale. Innanzitutto bisogna precisare che la cucina vegana è ben radicata nella tradizione culinaria italiana, le ricette più buone sono spesso già vegan: bianco mangiare, caponata, fagioli all’uccelletto, panelle, carciofi alla giudia, risotto ai funghi ecc… Scavando nel nostro passato troviamo primi, secondi, contorni e dessert 100% vegetali.  Accanto ai sapori dell’infanzia si scoprono anche cibi nuovi, rubati ad altre culture che ci fanno viaggiare a cavallo di una forchetta. É impossibile annoiarsi con una simile varietà di piatti e ingredienti. Per gli appassionati di carne, pesce e formaggio ci sono delle alternative vegetali sempre più simili agli originali.

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

So che mira ad una cosmesi sostenibile a 360 gradi, non solo dal punto di vista del packaging o della formulazione. Per me un prodotto deve essere prima di tutto vegan e cruelty-free, subito dopo analizzo l’INCI e infine il contenitore. Durante il mio corso di studi ho incontrato una materia chiamata “cosmetica”, ho avuto modo di capire come si formula un detergente, una crema ecc. e di studiare la legislazione in merito. Consiglio a tutti di documentarsi sull’argomento, è importante essere consumatori consapevoli. Negli ultimi anni, oltre a prediligere la cosmesi naturale, ho eliminato gli assorbenti usa e getta a favore della coppetta e ridotto l’uso della plastica. Sto inoltre utilizzando molti prodotti solidi. Cerco di fare del mio meglio, penso che la questione della plastica sia da affrontare prima possibile, una priorità. E’ la richiesta che crea l’offerta, per questo bisogna informarsi e scegliere con criterio.

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