Second-hand e vintage: Cecilia Cottafavi di Maertens Milano si racconta

Tramite i social ed il suo blog, dà consigli su negozi d’antiquariato e cerca di sensibilizzare rispetto alla moda sostenibile. “Comprare moda vintage e second-hand è un atto di sostenibilità”: abbiamo fatto un tuffo nel passato con Cecilia. Ci ha parlato dell’origine della sua passione per il vintage e abbiamo anche scambiato opinioni sul movimento del clean beauty.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog

Ciao YES: Ysabella! Mi chiamo Cecilia, ho 23 anni e mi sono da poco laureata in Archeologia. La mia passione per il passato è a 360 gradi, oltre a studiarlo ho creato un sito dedicato al Vintage, Maertens Milano

Come nasce la tua passione per il vintage e la moda sostenibile?

Questo mio amore per la storia e tutto ciò che concerne il passato nasce sin da quando sono piccola, da quando con la mia famiglia giravo il sud della Francia alla ricerca di mercati delle pulci, negozi d’antiquariato e paesi medievali.

Il mio progetto però si intreccia anche alla più odierna ricerca di sostenibilità ambientale. Forse non tutti sanno che comprare moda vintage e second-hand è un atto di sostenibilità: riutilizzare capi del passato favorisce l’economia circolare ed evita gli sprechi che purtroppo sono sempre più frequenti nel settore moda, il quale ricordo essere l’industria più inquinante al mondo dopo quella del petrolio. La mia passione riguardo all’ambiente nasce da una presa di coscienza e di consapevolezza che spero tutti i giovani della mia età stiano acquisendo. 

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

Riguardo al movimento clean beauty penso di sapere l’essenziale, mi sembra sia da poco che se ne parli con entusiasmo. Trovo molto importanti progetti come il vostro, che sensibilizzano l’argomento oltre che a fornire un servizio.

Da quanto ho potuto apprendere, il movimento clean beauty mira esattamente a dare una maggiore consapevolezza ai consumatori, in particolare riguardo agli agenti presenti all’interno di creme e cosmetici tante volte esagerati (in termini di quantità) e altre volte inquinanti, come le microsfere presenti in alcuni scrub. Inoltre il movimento vuole mostrare i diversi approcci ecosostenibili su cui un prodotto può puntare stando attenti a non cadere nel fenomeno del greenwashing. Sicuramente per poter affermare di aderire al movimento clean beauty è essenziale saper leggere la dicitura INCI al fine di sapere gli ingredienti che ci vengono proposti. Tuttavia penso si debba anche valutare altri aspetti come il packaging sostenibile, elemento spesso sottovalutato ma che ritengo essere quello più attuale data la lotta alla plastica e allo spreco degli ultimi anni. 

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