Viaggi sostenibili e dintorni: intervista a Giulia e Gianluca

Il rifiuto per una vita convenzionale e la passione per i viaggi sostenibili: Giulia e Gianluca ci parlano di loro e del loro blog e abbiamo chiacchierato anche di cosmesi naturale. Leggi l’intervista 🙂

Raccontateci qualcosa di voi e del vostro blog

Expressyourtavel nasce dall’amore di entrambi per i viaggi (sostenibili) e dall’amore tra noi, me e Giulia, essendo una coppia nella vita di tutti i giorni. La voglia di viaggiare e condividere le nostre esperienze all’estero è diventata col tempo talmente grande da trasformare la nostra vita. Siamo spesso in partenza, spesso all’estero per diversi mesi e spesso davanti allo schermo del computer a scrivere o davanti allo smartphone a condividere immagini ed emozioni. Una passione così grande da essere quasi l’unico bagaglio che ci portiamo dietro ad ogni viaggio, condividendola tramite le guide e gli articoli del nostro sito, con l’intenzione di portare chi ci segue insieme a noi, alla scoperta del bellissimo mondo che abitiamo e che non smette mai di stupirci.

Io (Gianluca) ho sempre lavorato in grandi multinazionali, in settori distanti da quelli del viaggio, Giulia ha sempre avuto l’idea di partire in mente. Dopo alcune grandi esperienze di viaggio molto intense fatte insieme abbiamo deciso di abbandonare la classica vita lavoro-casa-ferie per rincorrere il nostro sogno di vivere vedendo il mondo. Dopo la laurea di Giulia quindi, la decisione è arrivata quasi naturale.

Come nasce la vostra passione per i viaggi?

La passione per i viaggi nasce da lontano, io ho sempre sognato fin da bambino avventure a dorso di cammello nel nord Africa guardando i film di Indiana Jones, e questo senso di avventura non mi ha mai abbandonato. Pur avendo iniziato a viaggiare tardi, intorno ai 18 anni, da quel momento non mi sono più fermato. Grazie anche all’incontro con Giulia che non ha mai nascosto la voglia di vedere il mondo e le culture che lo popolano. Possiamo dire che ormai il nostro amore per i viaggi si è trasformato in qualcosa di grande: nel nostro tutto. Nel nostro lavoro, nella nostra vita di tutti i giorni come coppia e speriamo, continuando così, nel nostro futuro.

In particolare, cosa pensate riguardo ai viaggi sostenibili? Avete qualche consiglio per i nostri lettori?

Spesso le persone quando sentono le parole viaggi sostenibili pensano immediatamente a qualche fatica da compiere, a chissà che sacrifici da fare. La realtà sperimentata sulla nostra pelle racconta una storia diversa. Il turismo sostenibile per noi aiuta prima di tutto ad essere meno turista e più viaggiatore. Quando ci si prende cura dell’ambiente anche in viaggio e si fa più attenzione a ciò che si consuma, a come ci si sposta, a cosa si spreca, allora spesso si arriva a godersi di più anche il posto, a viverlo.

Chi sta attento all’ambiente molte volte in viaggio sceglie di visitare il posto a piedi, evitando i mezzi a motore, e creando quindi l’occasione di fare incontri interessanti, di cogliere dettagli e di andare alla velocità giusta. Troppo spesso si vuole correre, saltare da un posto all’altro, ma alla fine non ci si gode nulla. Basta davvero poco per rendere il turismo sostenibile, ed ognuno di noi nel proprio piccolo potrebbe apportare cambiamenti nelle proprie abitudini. Gli esempi che mi vengono sono migliaia, pensate le bustine usa e getta per i liquidi che si usano ogni giorno nel mondo. Io ho la stessa sacca trasparente da anni, bella resistente e pagata pochissimo. Noi usiamo sempre portare una busta in stoffa in giro per le città e quando facciamo compere usiamo quella rifiutando la busta di plastica. Inoltre, quando spendiamo soldi in viaggio, cerchiamo di indirizzare le spese verso prodotti del luogo, possibilmente naturali ed artigianali.

Cosa sapete del movimento Clean Beauty e quali elementi reputate più attuali?

A quest’ultima domanda ci teniamo a rispondere in due:

Spesso mi capita di regalare cosmetici a Giulia. Per una questione di tempo compro tanto online e ho capito che non basta più stare attenti che sia biologico, quando alla fine un semplice cosmetico viene spedito in mille scatole non riciclabili e imballaggi eccessivi in plastica. Il movimento Clean Beauty ha portato alla ribalta qualcosa che prima passava in secondo piano, ovvero che è bene usare prodotti biologici, ma bisogna anche fare attenzione alle sostanze inutili che i questi hanno al loro interno e a quello che ci sta dietro, come il packaging, gli imballaggi e i test sugli animali.

Lascio la parola a Giulia:  

Mi piace molto la parola consapevolezza e penso che il movimento Clean Beauty si basi proprio su questo concetto. Trovo che la consapevolezza sia importante in qualsiasi scelta si faccia: quando si sceglie la pasta al supermercato, quando si sceglie il proprio modo di viaggiare, quando ci si compra un nuovo vestito e ovviamente quando si sceglie un nuovo cosmetico.

Come ogni donna mi capita di portare in valigia cosmetici e prodotti per la cura del corpo e cerco sempre di fare attenzione a non utilizzare alcuni prodotti usa e getta, come le salviette struccanti, ad esempio. Inoltre durante i viaggi, soprattutto in Africa, ho riscoperto la semplicità che dovrebbero avere i cosmetici, spesso pieni di robaccia. Bastano davvero pochi ingredienti, come oli essenziali ed estratti naturali per avere cura del nostro corpo. Quindi alle lettrici do un consiglio: leggete gli ingredienti e siate consapevoli di ciò che acquistate. E mi raccomando, consapevolezza vuol dire anche essere coscienti di quando una cosa ci serve o meno, si aiuta l’ambiente anche quando si capisce che non tutto quello che vogliamo comprare è davvero necessario.

Ringraziamo YES: Ysabella per questa intervista, siamo vicini al movimento Clean Beauty e a chi come voi cerca di portarlo avanti con un’apprezzata idea imprenditoriale!

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