Bellezza4you: skincare naturale secondo Lucia

bellezza4you

Oggi abbiamo parlato con Lucia del suo blog Bellezza4you, di skincare naturale e clean beauty.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog Bellezza4you

Bellezza4you è nato qualche anno fa perché ho sempre avuto una passione particolare per make up e skincare. Con il tempo mi sono accorta che molte amiche mi chiedevano consigli su quali prodotti acquistare, su quali negozi fisici e online frequentare, di quali marche fidarsi. Ho unito questa mia passione a quella della scrittura online, che ben si sposa con il mio naturale stile che è diretto, sintetico e influenzato dalla lingua inglese che da sempre per me è un’altra grande passione. Per lavoro invece mi occupo proprio di digital marketing e ho sempre lavorato nel mondo editoriale. L’unione di tutte queste passioni e della parte professionale ha fatto sì che Bellezza4you fosse un po’ la sintesi del mio essere, di Lucia e di quello che mi piace tutto sommato.

Non ho particolari preferenze tra scrivere di make up o di skincare. Sono mondi che mi affascinano entrambi, sebbene la skincare credo sia il lato più interessante, quello che fa da base a tutto. Senza una buona cura della pelle infatti non puoi ottenere un look d’effetto, neppure con la migliore mano di make up artist o con i migliori prodotti trucco. La pelle dice molto di noi e non è solo un tema di dimostrare meno anni di quelli che veramente si hanno, ma di sentirsi bene e in salute. Una pelle che trasmette luminosità e salute è il messaggio che dice che ti stai prendendo cura di te stessa anche interiormente.

Come nasce la tua passione per i cosmetici?

A 11 anni mia madre mi portò in un grande magazzino per acquistare la mia prima palette di ombretti, che desideravo tantissimo. Si trattava di una piccola palette da tre colori nelle tinte del rosa ed era un prodotto “mass market”, appunto da grande magazzino. Eppure me la ricordo bene, così come ricordo i primi smalti e la mia passione per il colore. Da piccola amavo disegnare e, in generale, ero appassionata di tutto quello che era arte applicata. I colori, le consistenze, i profumi e quello che è sensoriale mi ha sempre affascinata e il make up in particolare è stato semplicemente il passo successivo alla passione per il disegno poiché utilizzavo il mio corpo esattamente come un foglio da disegno.

Ancora oggi entrare in una profumeria o in un negozio dove sono presenti cosmetici mi entusiasma. Resterei ore a toccare, annusare, provare ma anche ad ascoltare chi ne sa più di me, un po’ come un amante dell’arte ascolta la narrazione di un’opera da parte di un artista.

In particolare, cosa pensa Bellezza4you dei cosmetici bio?

Indubbiamente oggi abbiamo tutti una responsabilità nei confronti dell’ambiente. Credo che riuscire a difendere l’ambiente possa essere la vera eredità da lasciare alle future generazioni. Io, che ho già più di 40 anni, sento spesso su di me il fallimento della mia generazione che ha assistito impotente e senza interesse al deterioramento del Pianeta. Anche nel make up e nella skincare per fortuna ci si è accorti dell’importanza della natura: prima con un occhio molto specifico verso la difesa degli animali e dei divieti di testare ingredienti e prodotti su esseri viventi impotenti e poi della vera e propria difesa dell’ambiente, grazie all’utilizzo di packaging ridotti, di materiali riciclabili, di ingredienti dall’origine controllata e molto altro.

Credo che, per fortuna, alcuni brand nati quasi in sordina stiano diventando veri protagonisti. Penso anche a realtà italiane come Biofficina Toscana, Neve Cosmetics o Eterea che sono partite come piccoli esperimenti e che ora sono apprezzate da tante persone (me compresa!) anche grazie proprio al mondo dei blogger e degli influencer. Non tutto è male quel che viene da Internet: molto spesso proprio la voce di influencer e beauty blogger può far conoscere realtà che altrimenti non avrebbero la forza di essere presenti sui grandi mezzi di comunicazione tradizionali oppure nelle grandi catene distributive.

Le formulazioni della skincare bio sono da sempre ottime a mio avviso. E per “bio” non bisogna intendersi prive di chimica – che sarebbe impossibile – ma con una scelta responsabile di ingredienti e con metodi di produzione e distribuzione che tengano conto dell’importanza del rispetto dell’ambiente. Questo mi piace molto e moltissimi brand internazionali che prima non consideravano il “bio”, oggi stanno inseguendo quello che fanno le ex piccole realtà che oramai invece sono diventate traino di molte tendenze.

Nel make up inizialmente non era semplicissimo riprodurre cosmetici bio ma con la stessa capacità di essere performanti. Penso per esempio ai primi mascara bio, che non davano assolutamente gli stessi risultati dei prodotti di alta gamma. Oggi è sempre più semplice invece produrre anche make up di grandissimo livello pur rispettando formulazioni vegan ed ecobio.

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

So che è un movimento che si sta espandendo nel mondo, basato appunto su un utilizzo consapevole dei prodotti beauty e di make up. Non è solo questione di packaging o di ingredienti ma anche di utilizzo attento senza sprechi, piuttosto che di riutilizzo di materiali che possano essere effettivamente garantire un riciclo. Credo che in Italia ci sia ancora ampio margine di miglioramento in questo senso. E ce ne sia anche da parte delle aziende cosmetiche in generale, non solo di quelle bio ovviamente e della distribuzione. Penso per esempio alla possibilità di effettuare “refill” di prodotti direttamente in negozio – per i profumi per esempio, non solo per i prodotti da bagno – oppure della possibilità di avere più prodotti offerti in taglie diverse.

Banalmente ho sempre sperato che qualcuno si sognasse di produrre smalti per unghie in dimensioni più piccole tra le grandi case cosmetiche (penso a Chanel o Dior per intenderci) proprio per evitare sprechi. Non demonizzo però la plastica. Ci tengo a precisarlo. Credo infatti che per alcuni prodotti, soprattutto per quelli che necessitano di essere trasportati, sia un ottimo materiale. L’unico tema è smaltirla nel modo corretto e, possibilmente, riutilizzarla!

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