Sissiland: viaggiare responsabilmente secondo Silvia

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La blogger Silvia ci ha parlato di sé e del suo blog Sissiland, dei suoi viaggi sostenibili e di clean beauty. Ecco cos’ha raccontato a YES: Ysabella.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog Sissiland

Mi chiamo Silvia Calcavecchia e mi piace pensarmi come una sognatrice con i piedi per terra. Amo scrivere, viaggiare, creare, lasciarmi ispirare da ciò che mi circonda e dalle emozioni. Sin dalla nascita sono affetta da una paralisi cerebrale infantile che mi causa delle difficoltà nel deambulare e nel coordinare i movimenti del corpo, oltre ad una malattia degenerativa agli occhi (maculopatia) sopraggiunta quando avevo all’incirca 22 anni. Quando hai una disabilità ti scontri con tanti ostacoli e pregiudizi ma, nonostante questo, ho sempre lottato per raggiungere gli obiettivi che avevo nella mia testa. Sono laureata in lettere e ho una laurea specialistica in giornalismo e cultura editoriale.

Sono una storyteller, una blogger e una content creator. Un anno fa è nato il mio blog Sissiland, un’idea che avevo da tempo in testa ma che aspettava il momento giusto per prendere forma. Sissiland nasce dalla mia voglia di mettermi in gioco e dal voler condividere quello che sono e le mie passioni. Coniuga infatti la mia passione per la scrittura e la comunicazione con quella per il viaggio, uno stile di vita più sostenibile, la cucina, i film, i libri. Il mio blog ha lo scopo di sensibilizzare ed ispirare allo stesso tempo. Spesso mi sono sentita identificata con la mia disabilità e, attraverso i miei racconti e le mie condivisioni sul blog e su Instagram, voglio lanciare un messaggio positivo ed inclusivo. Io viaggio, scrivo, racconto e mi racconto; pasticcio in cucina e scatto foto. Semplicemente vivo, nonostante le mie difficoltà quotidiane. Avere una disabilità non significa non avere una vita o non avere dei sogni o delle passioni, significa imparare ad affrontare la vita con tempi e ritmi un po’ diversi ed è proprio questo che cerco di trasmettere giornalmente.

Su Sissiland parli di come vivere in modo consapevole e racconti dei tuoi viaggi. Come nascono queste due passioni?

Queste due passioni nascono dal mio essere estremamente curiosa ma anche da alcune esperienze di vita. Sin da piccola, sono stata sensibile all’argomento “ambiente”, probabilmente gli anni di scoutismo e gli insegnamenti acquisiti hanno contribuito a rafforzare questo mio interesse. Più crescevo, più sentivo la necessità di documentarmi, di saperne sempre di più e, una volta assimilate le informazioni, fare scelte più sostenibili e consapevoli è stata la conseguenza più logica e naturale.

Quando si diventa più consapevoli del peso delle proprie azioni, si entra nell’ottica che ogni gesto, seppur piccolo, può fare la differenza e, senza troppa fatica, inizi a modificare le tue abitudini e il tuo stile di vita. Diventare persone consapevoli significa decidere di intraprendere un percorso che si rinnova ogni giorno e che si estende ad ogni ambito, viaggio compreso. Ho sempre avuto un’anima da viaggiatrice e da quando ho scoperto di avere una malattia degenerativa agli occhi questa passione si è accentuata ancora di più.

Amo il contatto con la natura, ascoltare le storie della gente dei luoghi che visito, immergermi nei mercati tradizionali, ammirare i colori, le opere d’arte, sentire i profumi, le storie e le leggende del posto. Viaggiare in modo consapevole significa avere rispetto del luogo, della gente ma anche essere consapevoli del viaggio stesso, del percorso e delle sensazioni che si stanno vivendo.

Per me, d’altro canto, non esiste un solo tipo di consapevolezza ma ne esistono diverse e in diversi ambiti che finiscono poi per confluire insieme in un unico stile di vita. Io racconto e parlo di una consapevolezza a 360 gradi, che va da quella ambientale a quella che si acquisisce con noi stesse/i.

Nel corso della vita, ho imparato ad essere consapevole della mia disabilità, del mio corpo, del mio non rispecchiare i canoni stereotipati a cui siamo abituati. Consapevolezza ambientale e consapevolezza personale si fondono così insieme. Essere persone più consapevoli significa dunque essere rispettosi di noi stessi, degli altri e dell’ambiente.

In particolare, cosa pensa Sissiland del turismo sostenibile? Hai qualche consiglio per le nostre lettrici?

Penso che sia un modo di viaggiare bellissimo, che segue ritmi più lenti ed è capace di far riscoprire l’essenza e la bellezza di un luogo. Entri a contatto diretto con la cultura, la tradizione e i local. Ascolti le loro storie, scopri posti insoliti e chicche che non troveresti in nessuna guida di viaggio. Nei miei sogni ci sarebbe l’idea di poter dare vita ad un turismo sempre più sostenibile, inclusivo ed accessibile dal momento che sostenibilità significa anche questo.

Il consiglio che mi sento di dare è sicuramente quello di non deturpare il luogo che ci ospita ma anzi, di lasciarlo migliore di come lo si è trovato. Se siamo su un sentiero di montagna e vediamo una bottiglia di plastica per terra non lasciamola lì, ma raccogliamola.

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali

Utilizzo prodotti ecobio da moltissimi anni, ancor prima che diventasse un trend. Ricordo che quando ne parlavo con qualcuno spesso venivo guardata con occhi scettici e straniti mentre adesso sono un po’ tutti alla ricerca di qualcosa di più “green” e “naturale”. Sicuramente con il passare del tempo la gente è diventata più consapevole, molti hanno imparato a leggere l’INCI e a porsi domande piuttosto che mettere in automatico un prodotto nel carrello in base al suo prezzo. Probabilmente sono aumentati i mezzi per trovare informazioni ma ancora c’è bisogno di maggiore consapevolezza.

Tutt’oggi c’è tanta confusione, come per quanto riguarda la differenza tra un “prodotto naturale” e un “prodotto biologico” oppure comprendere che parole come “green” e “naturale” scritte davanti ad una confezione non necessariamente sono sinonimi di “qualità” e/o “sostenibilità”. Penso che il movimento clean beauty possa essere la nuova frontiera della cosmesi. Molti brand dal loro canto si stanno adattando a tutto questo mentre brand che prima erano di nicchia adesso cavalcano l’onda. Trovo che sia di notevole importanza che un brand dia maggiori informazioni sull’intero processo produttivo affinché si possa puntare su una maggiore trasparenza. Penso che eliminare completamente tutte le sostanze nocive per uomo e ambiente, puntare su un packaging il meno impattante possibile siano alcune delle scelte sagge che le aziende cosmetiche possano fare oggi.

D’altro canto, noi consumatori con le nostre scelte in fase d’acquisto abbiamo il grande potere di orientare la richiesta produttiva, quindi oltre a sostenere le aziende locali e adottare una beauty routine più “minimal” dovremmo sempre più optare per prodotti che contengano pochi ingredienti ma di alta qualità, biologici, etici e privi di sostanze nocive.

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