Greeda: storie di sostenibilità femminile

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Greeda è un progetto che racconta storie di sostenibilità al femminile. Abbiamo chiacchierato con la Founder Luisa su vita zero waste e clean beauty.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo progetto Greeda

Mi chiamo Luisa e insieme ad altre ragazze – tra cui Marta, Nausicaa e Annalisa – mi occupo di Greeda, un progetto che racconta storie di sostenibilità al femminile o quasi. Abbiamo iniziato questa iniziativa due anni fa e durante questo tempo abbiamo scoperto tantissimi progetti che in diverse parti del nostro Paese stanno facendo la differenza e stanno contribuendo a preservare la bellezza del nostro Pianeta. I progetti che raccontiamo sono vari e spaziano dall’artigianato ecologico fino alla moda e ai cosmetici sostenibili. Ma la cosa che li accomuna è la passione con cui le persone li portano avanti e un grande senso di solidarietà e unione. Fare del bene all’ambiente parte prima di tutto da un amore intrinseco per se stessi, da una bellezza interiore che porta poi a sviluppare non solo la sostenibilità ambientale ma anche quella sociale ed economica. 

Come nasce la tua passione per la sostenibilità?

Sia io che le altre ragazze siamo da tempo appassionate di sostenibilità. Per me questo interesse è nato guardando una serie di documentari come “The True cost”, “Cowspiracy” e “Before the Flood” che mi hanno profondamente segnata. Dopo averli visti, mi sono accorta come nel mio stile di vita e nelle mie abitudini di consumo ci fosse qualcosa di completamente sbagliato. Così ho deciso di cambiare e di migliorarmi e tra successi e fallimenti sono riuscita a trovare il mio equilibrio. Poi, durante una mostra di Frida Kahlo a Milano, guardando i suoi lavori e la sua estrema passione, mi sono posta una domanda insolita: come si sarebbe comportata Frida di fronte al problema del cambiamento climatico? Si sarebbe messa in prima linea a fronteggiarlo insieme ad altre donne? La risposta a questa domanda è arrivata spontaneamente creando una comunità di donne appassionate dell’ambiente e pronte a raccontare la loro storia di sostenibilità. 

In Greeda avete un team molto ampio, totalmente femminile. Il fattore rosa cambierà davvero il mondo?

In Italia le donne ambientaliste sono tantissime e per noi è molto importante mettere in luce le loro storie e parlare di un femminismo naturale e spontaneo. Il fattore rosa sicuramente può contribuire a cambiare il mondo ma ciò che può fare veramente la differenza è il contributo di tutti noi messi assieme. Greeda parla di ecofemminismo ma diamo il benvenuto a tutti perché quando si parla di sostenbilità il sesso di una persona non importa, come non dovrebbe importare in nessun ambito. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti assieme. 

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

In Greeda siamo tutte delle forti sostenitrici della cosmesi consapevole. Molti si focalizzano sugli ingredienti dei cosmetici senza però badare all’importanza del packaging. Altri invece rischiano di focalizzarsi sul packaging senza però leggere bene l’elenco degli ingredienti. Per noi una “clean beauty” è una cosmesi che tiene conto di entrambi i fattori. Un packaging riciclabile o riutilizzabile è importante tanto quanto un prodotto privo di elementi chimici inquinanti o microplastiche. Poi bisogna anche considerare il fattore “km 0” ovvero il costo del trasporto in termini di inquinamento. Prodotti certificati bio, realizzati localmente e con packaging zero-waste, ancor meglio se consegnati a casa in bici o veicoli elettrici. Ecco la nostra idea di clean beauty. 

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