GaiaZoe: il lifestyle sostenibile secondo Viviana

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Viviana è una giornalista, docente e grande comunicatrice. Abbiamo parlato con lei della sua passione per la sostenibilità, clean beauty e del suo blog GaiaZoe.life.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo progetto GaiaZoe

Sono una “perennial” ovvero una donna che sta per avvicinarsi ai favolosi 50 ma che si sente piena di energia, passioni e voglia di fare tante cose. Nell’animo, quindi, sono una millennial con esperienza alle spalle. Ho lo spirito di una guerriera che non combatte tutte le battaglie, ma solo quelle che vale la pena combattere. Lavoro sia dal punto di vista dell’educazione di mia figlia, sia con i miei studenti, per far sì che credano in loro stessi, soprattutto le ragazze e che imparino a capire che il mondo è loro e possono fare ciò che vogliono, senza avere l’approvazione della società. In questo inserisco anche il concetto di sostenibilità che per me è sinonimo di etica e human factor.

Il Pianeta può vivere (benissimo) senza l’uomo, è l’uomo che non può vivere senza Pianeta (questo è anche il claim che ho voluto usare per Gaiazoe.life, il blog che ho creato qualche mese fa, dopo aver fatto il direttore di una testata dedicata alla sostenibilità). Dimenticavo, per le etichette, sono una giornalista, una comunicatrice e una docente di materie sociologiche e culturali/umanistiche e questo mi consente di continuare a imparare e a relazionarmi con le giovani generazioni provenienti da tutto il mondo.

Come nasce questo interesse, o meglio passione, per la sostenibilità?

L’interesse per la sostenibilità c’è sempre stato, anche se, lavorando nel mondo della moda e della comunicazione, per un po’ di tempo, mi sono sentita inadeguata. Questo perché un po’ di anni fa, ciò che aveva a che fare con la sostenibilità, veniva considerato cheap. La decrescita zero, l’allungamento del ciclo dei capi di abbigliamento “cozzavano” con la visione fashion evangelizzata per molti anni grazie anche alla nascita e diffusione del fast fashion. Poi, quando è nata mia figlia, vedendo l’andazzo del Pianeta, ho capito che dovevo fare la mia parte, fregandomene dell’approvazione del sistema in cui opero. Questa è stata una vera e propria epifania di rinascita. Ho iniziato a scrivere e a raccontare storie di persone sostenibili e da qui è arrivata la direzione di un giornale. Il resto, poi, è Gaiazoe.life.

In particolare, hai qualche consiglio da dare alle nostre lettrici per diventare consumatrici consapevoli e avere una vita zero waste?

La sostenibilità è una scelta che non può essere effettuata per moda del momento. É un paradigma, per questo io, cerco di consumare poco, impattando poco e optando per brand, aziende, servizi e prodotti veramente sostenibili. Uno dei miei criteri di scelta quando acquisto è quello di riflettere prima su cosa sia davvero necessario. In altre parole entro nei negozi o acquisto online, solo quando ho deciso prima cosa mi serve.

Quando individuo dei brand che mi piacciono, cerco di capire se aderiscano al movimento delle BCorps e sempre più spesso, i marchi davvero cool, lo fanno. Vale per gli abiti, ma anche per i prodotti beauty. Dopo anni di uso di cosmetici delle grandi case che non praticano il cruelty free sugli animali o fanno green washing, cerco brand gentili, come quelli che si trovano su YES: Ysabella. Inoltre, riciclo vestiti, anche in famiglia. Rubo i maglioni di cachemire a mio marito (impeccabili anche dopo tanti anni) e passo le magliette, maglioni e vestiti a mia figlia. Spero che arrivi a breve al 40 di piede in modo tale che ci possiamo scambiare anche le scarpe. ? 

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

So quello che mi permette di fare acquisti cosmetici consapevoli. Non riempio la faccia di make up e questo, mi consente ancora, grazie a un mix di fattori come dna, alimentazione, meditazione e yoga, di mostrare meno dei miei anni. Quando uso prodotti per la routine quotidiana (non uso prodotti “dopanti” per la pelle perché reputo che diano addiction sia alla pelle stessa sia alle insicurezze delle donne), sono cruelty free, sostenibili, tracciabili. Quindi, sì, sono una clean beauty addicted.

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