Eco-a-porter: moda ed etica possono andare a braccetto?

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Barbara, fondatrice del blog eco-à-porter. Con lei abbiamo parlato di sostenibilità in ambito fashion e di clean beauty. Leggete l’intervista per saperne di più 🙂

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog

Faccio la giornalista di moda da quasi 20 anni ma la passione per gli animali, la natura e la cura per l’ambiente sono venuti molto prima, li avevo fin da bambina e forse sono nati con me. Nel 2008 ho frequentato un corso di giornalismo ambientale a Roma e credo sia stato in quel momento, avvicinandomi ulteriormente a determinate tematiche, che ho cominciato a maturare l’idea, non solo di dedicarci del tempo ma anche di diffondere certi contenuti, certe informazioni, per rendere le persone più consapevoli, più responsabili. Sì, avrei potuto aprire il mio blog allora ma evidentemente, per vari motivi, non ero ancora pronta. Si dice che c’è un momento per ogni cosa, che le cose accadono quando devono accadere, ebbene io ho portato dentro di me l’idea del blog per ben 9 anni, prendendola in mano più volte, poi rimettendola in un cassetto, finché, nel 2017, mi sono sentita pronta. E allora aprirlo è stato un attimo perché avevo già tutto in mente, come doveva essere, cosa doveva trattare. Avendo lavorato anni nella moda per riviste di settore, seguendo sfilate, frequentando eventi e fiere, conoscendo marchi, mi è venuto spontaneo dedicare il blog proprio alla moda etica, perché in questo modo avrei potuto unire le mie conoscenze alle mie passioni, diffondendo al contempo un approccio e una mentalità nuovi. Il blog si chiama eco-à-porter perché l’auspicio è che la moda sostenibile si trasformi da fenomeno di nicchia a fenomeno ‘di massa’ con un’accezione positiva del termine ‘massa’ naturalmente, cioè come esiste un prêt-à-porter, che esista anche un eco-à-porter e che diventi democratico e accessibile a tutti. Per ora tratto abbigliamento e accessori donna perché è già molto impegnativo così, non ho alle spalle una redazione ma vorrei che presto ci fosse, quindi circoscrivo gli argomenti, puntando piuttosto sulla qualità e l’approfondimento dei contenuti, poi più avanti si vedrà.

Come nasce la tua passione per la moda sostenibile?

Credo di aver già dato la mia risposta, in parte, comunque sicuramente nasce dal desiderio di non infierire su un ambiente, anzi, su un Pianeta già abbondantemente ferito. Come sappiamo l’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo dopo quella del petrolio, in questi anni ho avuto io stessa la presa di coscienza di quanta responsabilità abbiamo con le nostre scelte di consumo, e ora non mi riferisco solo al mero inquinamento ambientale ma alle sofferenze degli animali, che mi stanno molto a cuore e anche a quelle di altri esseri umani, i cui diritti sono spesso violati e poco tutelati. Così la passione è diventata anche un impegno e direi che questo è alla base del mio lavoro per il blog. Poi naturalmente anche l’estetica c’entra, il fatto che ‘moda sostenibile’ non significa più, come poteva essere una volta, abiti senza forma che sembrano sacchi di juta senza colore e privi di appeal, piuttosto diversità, bellezza, originalità e tanti altri aspetti legati ad esempio alla particolarità dei materiali che si utilizzano, alle tecniche, al fatto che si enfatizza il ‘fatto a mano’, l’artigianalità, le tradizioni locali. E poi ancora il recupero, il riciclo, il vintage, il second-hand … non avete idea di quanto c’è da imparare, da scoprire, io stessa imparo e scopro ogni giorno. Inoltre, e non come ultima cosa, il bello della moda sostenibile è che è fatta di persone e delle loro storie, difficilmente dietro un marchio etico non si troverà un vissuto particolare, qualcosa che fa battere il cuore e che vale la pena raccontare.

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?

Non ho una conoscenza approfondita del movimento, sicuramente so più di moda sostenibile che di cosmetica sostenibile ma penso di sapere abbastanza per fare anche in questo settore scelte consapevoli. Devo dire che mi ha aiutato molto frequentare spesso la Germania che è un Paese dove la filosofia green e quindi anche la cosmetica sono diffuse già da anni. Comprando in certe catene tedesche ho scoperto marchi 100% vegani che qui in Italia ancora non esistevano, ho iniziato a trovarli solo recentemente e naturalmente a prezzi molto più alti. Comunque credo che l’ABC di una ‘clean beauty’ sia non abusare di tanti prodotti, sceglierne pochi ma buoni, controllandone etichette e INCI. Non farsi sviare dal termine ‘bio’ perché non è sempre sinonimo di qualità, soprattutto se il prezzo è troppo basso, insomma credo che bisogna sempre informarsi un po’ prima di acquistare perché, come in tutte le cose, sapere è fondamentale per scegliere in modo consapevole ed essere veramente liberi dai dettami di marketing e pubblicità che vogliono sempre farci sembrare oro tutto ciò che luccica.

Ti interessano altri articoli? Vai alla Home Page del Blog Clean Attitude

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *