Chiara e i suoi consigli per un futuro più green

Chiara, autrice del blog doctormakeup, è affascinata dal mondo della cosmesi. Soprattutto, adora la combinazione tra tecnologia e ed estratti biologici, che possono condurci a un mondo più green.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog. Come nasce la tua passione per i cosmetici?  

Il mondo del cosmetico mi ha sempre affascinato e sono cresciuta in una famiglia dove si usa magari poco ma sempre, e guai a uscire senza rossetto! Ma per natura sono curiosa, e volevo capire bene cosa c’era dietro il mondo che tanto mi appassionava; così ho scelto il mio percorso di studi che mi ha portato alla laurea in scienza e tecnologia dei prodotti cosmetici. Per diversi anni ho avuto modo di lavorare sia come formatrice che come consulente nel campo della bellezza, ma da quando sono diventata mamma ho dovuto scegliere proposte che mi portassero ad essere più presente per la mia famiglia. Da qui un nuovo lavoro in un settore completamente diverso e la nascita di Doctormakeup per poter continuare a parlare e vivere il mondo beauty. 

In particolare, cosa pensi dei cosmetici bio?   

Il mondo del naturale mi affascina molto, così come la potenzialità di certi estratti e la loro efficacia. Ma non posso dimenticare le mie radici, perciò la mia isola felice la trovo quando scopro aziende che sfruttano le più moderne tecnologie accoppiate ad estratti biologici o naturali per regalare performance e sensorialità. E’ il caso ad esempio di Eterea o Domus Olea Toscana che collabora con il dipartimento chimico farmaceutico dell’Università di Firenze, quello per me è il vero futuro vincente della cosmetica. 

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?  

Fortunatamente il consumatore di oggi è molto più attento ed informato. Il vecchio “green washing“, in cui ad un prodotto bastava mettere una etichetta con qualche grafica che richiamasse la natura per spacciarsi come naturale, sta pian piano sparendo.  

Abbraccio in pieno il concetto di clean beauty perché un prodotto non puoi definirlo a basso impatto solo per la scelta degli ingredienti che ha. Quella può essere la base, ma alle spalle deve esserci una ideologia più ampia che parte dalle metodiche di lavorazione, la scelta degli imballaggi e degli smaltimenti etc… Mi fa piacere vedere che anche il mass market inizia a muoversi in questa direzione ed anche nel supermercato più piccolo è facile trovare proposte naturali e biologiche. 

Ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo, anche partendo da bagno di casa: utilizzare pad lavabili invece dei dischetti di cotone, cotton fioc biodegradabili, ricordarsi di chiudere l’acqua mentre ci si spazzola i denti, utilizzare prodotti in confezione riciclate o riciclabili e ricordarsi la raccolta differenziata sono alcuni dei piccoli gesti consapevoli che servono a mettere il giusto tassello nella strada verso un mondo più pulito. 

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