Il motto di Deeya “making sustainable and second hand fashion a trend”

Deeya, giovane autrice del blog Sheisconscious, da qualche hanno adotta uno stile di vita più green, soprattutto in campo moda. Ma il suo percorso la sta portando sempre più anche a prediligere prodotti il più naturale possibili!

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog.  

Mi chiamo Deeya ho 28 anni e faccio l’assistente nell’erogazione di corsi di formazione per un’associazione in centro a Milano. Nel tempo libero invece cerco di condividere su intagram e sul mio blog, She is conscious, quello che so e ciò che sto imparando sulla moda sostenibile.  

Sostengo un cambiamento lento fatto di scelte dettate dal cuore, perchè è così che mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Ho lavorato per 6 anni come sale assistant e volevo diventare Visual Merchandiser o Stylist. La moda e il vestirsi sono qualcosa di naturale per me. Mi piace consigliare gli amici e per quel che ho visto in questi anni, alle persone piace vedere come abbinare le cose. Per questo condivido i miei look e dove li compro su instagram, perchè a volte bisogna vedere per credere che, in questo caso, una moda più consapevole è possibile e poi rende tutto più facilmente accessibile a tutti. 

Da che ho memoria ho sempre avuto gusti particolari e diversi dagli altri, non seguivo i trend. Innanzitutto, perchè la mia famiglia non aveva soldi e poi perchè non ero particolarmente attratta da cose che avevano tutti gli altri, mi piaceva differenziarmi…e vestirmi con vestiti vintage e di seconda mano mi hanno permesso di sentirmi unica e di esprimermi esattamente come volevo io. E credo che tutti dovrebbero sentirsi così! Per questo il mio motto è “making sustainable and second hand fashion a trend“. Al momento sul blog si trovano principalmente articoli che dispensano tips, come e dove comprare di seconda mano e vintage. Con il tempo mi piacerebbe spaziare anche tra ricette senza glutine, brand sostenibili, yoga, meditazione, rituali naturali di bellezza… e in particolare self healing, self care e self love. Tutti aspetti della mia vita che ho sempre trascurato e a cui sto lentamente tornando. 

Come nasce la tua passione per la moda sostenibile e in generale per un uso più consapevole? 

La mia passione per la moda sostenibile nasce intorno al 2017. Cercavo su Youtube video su come diventare hostess di volo e mi imbattei in una famosa e pioniera in questo campo, che condivideva video educational sul tema. All’inizio non ci badavo molto, e penso che in qualche modo avessi paura di conoscere la verità. Il tutto però si concretizza una sera di marzo del 2017 in cui finalmente guardo il documentario di cui parlava questa ragazza, The True Cost. Da quella sera non ho più comprato in un negozio Fast Fashion. Scoprire cosa c’è realmente dietro un brand mi ha fatto cambiare idea su cosa è davvero la moda. La visione di questo documentario ha fatto si che in me nascessero delle domande come: dove è stato prodotto? I prodotti chimici utilizzate vengono smaltite in modo adeguato? 

All’inizio di questo viaggio nel consumo consapevole era difficile mantenere la mia scelta, non avevo ancora sviluppato dei valori solidi a cui aggrapparmi in momenti di debolezza. Con il tempo e una profonda analisi di ciò di cui avevo effettivamente bisogno, ho imparato a controllarmi e a rispettare le mie scelte. Ed è quello che consiglierei a chiunque si avvicini alla moda sostenibile. Per intraprendere questo viaggio non c’è bisogno di stravolgere la propria vita e comprare tutto sostenibile, basta iniziare dalle piccole cose. 

Consiglio sempre di iniziare dal proprio armadio perchè penso sia il punto più facile da gestire, perchè abbiamo già i vestiti. Quindi basta solo capire cosa ci sta bene e cosa no, capire cosa ci manca e se effettivamente ne abbiamo necessità. Se quello di cui abbiamo bisogno risponde positivamente a queste domande: mi serve veramente? Quante volte lo userei? Posso abbinarlo ad altre cose che ho nell’armadio? So come lavarlo? Posso aggiustarlo se si rompe o perdo un pezzo? Il materiale è 100% naturale? Se non mi dovesse più piacere posso rivenderlo un giorno? Allora può entrare nell’armadio. 

Solitamente percorro questa lista di domande e le adatto come più credo a quasi tutte le cose materiali che compro. Mi aiutano a capire se ho una reale necessità di avere quella cosa nella mia vita. Per adottare questo stile di vita, bisogna avere molta pazienza e un pò di creatività secondo me. Ma anche accettarsi, conoscersi e infine un pizzico di curiosità. 

Cosa sai del movimento clean beauty e quali elementi reputi più attuali?  

La mia conoscenza del movimento Clean Beauty è minima. Mi reputo discretamente esperta sulla moda sostenibile ma essendoci molte similitudini tra esse, sono arrivata a fare scelte più consapevoli anche in questo campo. Prediligo l’uso di prodotti cruelty free, senza sostanze tossiche e il più naturale possibile. Da più di un anno sono passata allo shampoo solido e i patches per sgonfiare le borse sotto gli occhi. Li faccio io in casa utilizzando dischetti lavabili e tè verde. 

Quando mi informo sui prodotti, quello che guardo più spesso è l‘INCI che a mio avviso dovrebbe essere compreso da chiunque, e se c’è qualcosa che non capisco, allora per me è no.

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