Acquistare prodotti “clean” può fare la differenza. Provare per credere! Ce ne parla Sabrina

Sabrina è una giovane ragazza trasferita a Londra che nel suo blog “Una vita sostenibile” parla di sostenibilità a 360 gradi. Oggi qui conosciamo meglio lei e cosa ne pensa del movimento del Clean Beauty. Scopri di più!

Raccontaci qualcosa di te e del tuo blog. Come nasce la tua passione per la sostenibilità?  

Sono Sabrina, ho 27 anni e vivo nel Regno Unito da quando ne avevo 22. Sono cresciuta nella campagna Fiorentina. Ho avuto la fortuna di avere due maestre spettacolari alle scuole elementari, che mi hanno insegnato a riciclare, a rispettare l’ambiente e a vivere in maniera sostenibile. Si può dire che sono appassionata di sostenibilità e ambiente da sempre! Dopo la laurea in economia mi sono specializzata in sostenibilità e cambiamento climatico, e ho trovato lavoro appena finiti gli studi universitari. Oggi mi occupo di inquinamento atmosferico e cambiamento climatico a Londra.  

Il mio blog nasce l’anno scorso. Moltissimi amici e parenti mi hanno consigliato di aprire un canale dove parlare al mondo di come vivere una vita sostenibile. Il mio canale è a meta’ tra un sito internet (con informazioni tecniche tratte dai miei studi riguardanti la sostenibilità e l’inquinamento) e un blog, (in cui condivido le mie idee). 

Cosa sai del movimento clean beauty?

Il movimento Clean Beauty (consumo consapevole e trasparenza) è un argomento molto attuale e sentito qui nel Regno Unito. C’è molta attenzione all’impatto ambientale dei processi produttivi e agli effetti biologici (sia sull’uomo che sull’ambiente) degli ingredienti dei cosmetici. Come conseguenza si e’ assistito a un boom sul mercato di prodotti vegani, cruelty-free, con imballaggi plastic-free o 100% riciclabili.

Market Research stima che il valore del mercato cruelty-free mondiale nel 2024 sarà di 10 miliardi di dollari, con una crescita complessiva del 6% dal 2019 al 2024. Nel Regno Unito, secondo la Vegan Society, le vendite di prodotti di bellezza vegani sono cresciuti del 38% nel 2018. Sempre secondo la Vegan Society, il 56% dei consumatori oggi sceglie prodotti vegani o cruelty-free, e legge attentamente le etichette prima di acquistare un prodotto. Il Body Shop, la catena di prodotti cosmetici “naturali, etici e cruelty-free” che forse meglio rappresenta la Clean Beauty qui nel Regno Unito, ha venduto 3 milioni di prodotti vegani nel 2018.

Quali elementi reputi più attuali?

A mio avviso, un elemento centrale e molto spesso sottovalutato, ma che sta prendendo sempre piu’ piede qui nel Regno Unito, è l’impatto ambientale della filiera produttiva. Può considerarsi sostenibile un prodotto venduto in Europa a base di ingredienti prodotti e lavorati dall’altra parte del mondo, e importati in Europa via nave o aerea? Si può definire sostenibile uno shampoo prodotto in Inghilterra con olio di Argan del Marocco? O una crema corpo prodotta in Francia a base di vaniglia del Madagascar? Sono queste le domande che dovremmo porci prima di acquistare un prodotto, invece di farci “comprare” dai colori e dalle forme degli imballaggi, senza pensare due volte all’impatto ambientale del loro contenuto. 

Io supporto e cerco di comprare brand che rispecchiano la filosofia Clean Beauty. Dal mio deodorante prodotto nel Regno Unito con ingredienti locali e imballato in uno stick di cartone, al mio shampoo cruely-free, alla mia coppetta mestruale in silicone, riutilizzabile all’infinito! Acquistando un prodotto “clean” non vi sentirete solo meglio fisicamente, ma anche spiritualmente, sapendo che non danneggiate l’ambiente. Provare per credere!

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